Abusiva la clausola che impone di riparare l'auto solo nelle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni
- Luca Sermi
- 14 ore fa
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Per Federcarrozzieri l'ordinanza potrebbe portare alla nullità delle franchigie applicate, che scattano nel caso di una scelta «fuori rete»

È abusiva la clausola che limita la possibilità di scegliere la carrozzeria in cui far riparare l'auto, penalizzando di fatto con una franchigia superiore gli automobilisti che non si rivolgono a quella convenzionata con la Compagnia assicuratrice. La Cassazione ha così accolto il ricorso di un carrozziere contro contro una compagnia di assicurazioni che imponeva ai propri clienti una clausola contrattuale con una franchigia del 20% all'assicurato che avesse riparato i danni alla propria autovettura presso una carrozzeria fuori dalla rete di convenzioni con la compagine.
Alla base della querelle la scelta diversa di un guidatore che per rimettere in sesto la sua vettura, che aveva subìto degli atti vandalici, si era rivolto a una carrozzeria di fiducia. Scelta che gli era costata una franchigia del 20%, contestata, con successo, dallo stesso carrozziere in Tribunale. Il giudice di primo grado aveva, infatti, dichiarato nullo lo scoperto. Una decisione ribaltata dalla Corte d'appello che aveva considerato la clausola non abusiva e confermato la franchigia. Ma, nell'ultimo passaggio in giudizio, l'artigiano trova il suo giudice a Berlino. La Suprema corte, accoglie, infatti, il suo ricorso e annulla, con rinvio, la sentenza impugnata.
Le verifiche da fare per valutare l'arbitrarietà
I giudici di legittimità chiariscono il quesito: si tratta sostanzialmente di chiarire «se la clausola con cui viene determinato un valore dello scoperto sul costo della riparazione effettuata da carrozzeria non convenzionata con la compagnia assicuratrice maggiore di quello previsto per l'ipotesi che la riparazione venga effettuata da carrozzeria con la medesima convenzionata sia vessatoria o abusiva in quanto limitativa della libertà contrattuale del contraente più debole nei rapporti con i terzi, limitando la facoltà di libera scelta sul mercato dell'operatore cui rivolgersi nell'economicamente privilegiare quelli scelti e convenzionati con la compagnia assicuratrice».
Per la Cassazione il primo passo da fare per dare una risposta è quello di considerare la clausola “nel mirino” non isolatamente «ma in relazione anche alle altre clausole di cui si compendia il contenuto del contratto e al tenore complessivo del testo contrattuale, al fine di verificare se nello specifico caso concreto determini un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto in cui, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, del Dlgs. n. 206/2005, viene a sostanziarsi la vessatorietà della clausola». Passaggio che, nel caso esaminato, la Corte d'appello non ha fatto correttamente.
Preventivamente va accertato se la “condizione” sia stata imposta al consumatore o sia il risultato di una libera accettazione dopo una specifica trattativa. Va poi appurato se, «in difetto di quest'ultima la clausola in argomento venga a configurarsi nella specie come abusiva in quanto volta a limitare la possibilità per il consumatore di esplicare pienamente la propria autonomia contrattuale nella fondamentale espressione rappresentata dal libero accesso al mercato».

La soddisfazione di Federcarrozzieri
Plaude al verdetto che mette mano a un problema decennale la Federcarrozzieri. «Si tratta di una decisione importantissima che potrebbe portare alla nullità di quelle clausole, inserite nei contratti assicurativi, che impongono costi illegittimi agli automobilisti che riparano la propria vettura presso un carrozziere di fiducia - spiega il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli. Un paradosso assurdo che porta le imprese assicuratrici a pagare in maniera differente il medesimo danno a seconda di chi quel danno ripara. La richiesta di franchigie per chi non si affida alle autocarrozziere imposte dalle compagnie di assicurazioni è una pesante limitazione della libertà degli utenti che non solo danneggia gli automobilisti, ma non garantisce nemmeno la qualità delle riparazioni, considerato che i prezzi degli interventi sono stabiliti al ribasso dalle imprese assicuratrici».




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