Vacanze 2026: dove, quando e quanto spendono gli italiani
- Luca Sermi
- 6 ago
- Tempo di lettura: 3 min

L'estate 2026 conferma la voglia di partire degli italiani, ma cambia il modo in cui organizzano le ferie: soggiorni più corti, prenotazioni più anticipate e un ritorno deciso verso le mete nazionali. A influenzare le scelte sono il budget delle famiglie, il rincaro dei trasporti e il clima di incertezza internazionale, fattori che spingono sempre più persone a riscoprire il turismo di prossimità.
Quanti italiani partono e per quanto tempo.
Secondo l'indagine Coldiretti/Ixè, saranno 36 milioni gli italiani che si concederanno almeno un giorno di vacanza durante l'estate. Un dato che conferma la tenuta della domanda turistica, pur in un contesto economico non semplice. A cambiare, però, è la durata dei soggiorni: la vacanza media si attesta intorno ai dieci giorni.
Il 28% degli italiani trascorrerà fuori casa da quattro giorni a una settimana, mentre il 25% resterà in viaggio da una a due settimane. Cresce anche la quota di chi sceglie una pausa molto breve: il 15% si fermerà per non più di tre giorni. I soggiorni superiori a un mese rappresentano ormai un'eccezione e riguardano appena l'1% dei vacanzieri.
La propensione a viaggiare resta comunque elevata. Secondo Ipsos Doxa, il 72% degli italiani prevede di fare almeno una vacanza estiva, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Solo il 13% afferma di non partire, mentre il 15% è ancora indeciso. Una tendenza già emersa anche dalle rilevazioni di Federalberghi/Tecnè, che avevano evidenziato un progressivo accorciamento delle ferie e una crescente preferenza per le destinazioni italiane.
Addio alle ferie di agosto.
Cambia anche il calendario delle partenze. Se per anni agosto è stato il mese simbolo delle vacanze, oggi sempre più italiani scelgono periodi alternativi. Nel 2026 quasi 16 milioni partiranno tra luglio e settembre, mentre oltre 4 milioni hanno già trascorso le ferie a giugno. Una distribuzione più ampia delle partenze, favorita sia dalla ricerca di prezzi più convenienti sia dal desiderio di evitare l'affollamento dell'alta stagione. Luglio, in particolare, è il mese preferito dalla fascia d'età compresa tra i 45 e i 54 anni.
Perché si sceglie l'Italia?
Il ritorno alle vacanze in Italia è legato soprattutto a ragioni economiche, ma pesa anche il contesto geopolitico. Secondo Coldiretti/Ixè, circa sette milioni di italiani hanno rinunciato a un viaggio all'estero scegliendo di restare entro i confini nazionali. Le motivazioni si concentrano soprattutto sui prezzi: nel 77% dei casi la decisione è legata al caroprezzi, a partire dall'aumento del costo dei voli e dell'energia, mentre un ulteriore 18% degli intervistati indica come motivo principale la preoccupazione per l'evoluzione dei conflitti internazionali. Si rintraccia anche una maggiore prudenza sui viaggi di lungo raggio verso Stati Uniti, Asia e Sud America.
Quanto si spende.
Sul fronte della spesa, l'indagine di Facile.it/EMG stima un costo medio di 939 euro a persona per trasporto e alloggio. Nel complesso, il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori dei consumi: nel 2026 la spesa complessiva degli italiani per viaggi e vacanze è stimata in circa 120 miliardi di euro. Una quota significativa di queste risorse, quasi il 60%, si concentra però in cinque regioni:
Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, che si confermano i territori con il maggiore peso nella domanda turistica nazionale.

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