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LE MULTE VANNO SEMPRE PAGATE MA...

Come contestare una multa: procedura e tempi


Per un automobilista ricevere una contravvenzione per un’infrazione alle norme del Codice della Strada non è mai piacevole, specialmente quando si ritiene ingiusta. In alcuni casi, però, è possibile contestare la multa, basta verificare l’esistenza di alcuni requisiti importanti che consentono di impugnarla.

Inoltre, bisogna conoscere la procedura per il ricorso della multa, valutando con attenzione tempistiche e costi. Vediamo come funziona la contestazione di una multa in modo dettagliato, per sapere quando è possibile procedere e come ricorrere a una sanzione amministrativa.


I motivi per contestare una multa


Prima di fare ricorso per una multa bisogna esaminare il verbale per capire se la sanzione è legittima. In particolare, è necessario sapere quando una multa è contestabile, poiché non sempre è possibile oppugnarla.

Bisogna verificare la presenza di uno o più motivi che permettano di contestare un verbale, in genere legati a un errore procedurale, come per esempio un vizio di forma.

Ecco quando si può contestare una multa:

Notifica del verbale in ritardo: secondo l’articolo 201 del Codice della Strada, se non è possibile effettuare la contestazione immediata della multa la contravvenzione deve essere inviata al trasgressore entro 90 giorni dalla data dell’accertamento della violazione, altrimenti è possibile fare ricorso per la multa;

Errore nel verbale: un’inesattezza nel verbale offre un motivo valido per contestare un multa, ad esempio se la data o l’orario in cui è stata accertata l’infrazione sono sbagliati, oppure se è presente un errore nell’indicazione del modello di veicolo o delle generalità del trasgressore;

Verbale incompleto: il ricorso per una multa è possibile anche quando i dati nel verbale non sono completi, con la mancanza di alcune informazioni essenziali per la legittimità della sanzione amministrativa. Per esempio, è possibile contestare una multa per divieto di sosta in assenza della località in cui è avvenuta l’infrazione;

Doppia notifica per la stessa violazione: chi commette più volte la medesima infrazione al Codice della Strada passibile di sanzione pecuniaria, senza contestazione immediata, deve pagare una sola volta, quindi se si ricevono due verbali per la stessa violazione è possibile impugnare una multa e richiederne l’annullamento;

Strumenti non a norma: alcune violazioni, come l’infrazione per eccesso di velocità, sono rilevate attraverso appositi strumenti, i quali devono essere revisionati periodicamente e omologati, altrimenti è possibile presentare ricorso. Per esempio, è possibile contestare la multa dell’autovelox in mancanza della revisione del dispositivo;

Errore nella rilevazione: in alcune situazioni il dispositivo usato per rilevare l’infrazione potrebbe commettere un errore, a causa di un malfunzionamento o di un’anomalia, un motivo più che sufficiente per impugnare il verbale. Per esempio, risulta possibile contestare la multa per il parcheggio in caso di errore nella lettura della scadenza del ticket pagato tramite app o alla colonnina;

Sanzione già pagata: può succedere di ricevere una multa per un verbale già pagato, una circostanza che ovviamente consente di fare ricorso, basta sapere come contestare una multa già pagata, ad esempio rivolgendosi al giudice di pace, oppure richiedendo la cancellazione all’agente della riscossione o all’ente accertatore tramite ricorso in autotutela;

Multa legittima ma annullabile: esistono dei casi in cui viene applicata una sanzione in modo legittimo ma che può essere annullata, per esempio quando si riceve una multa per assenza del ticket del parcheggio o del parchimetro, situazioni in cui è possibile contestare una multa per mancata esposizione del contrassegno se si è in grado di dimostrare di aver regolarmente pagato il tagliando.

Tenere conto di queste evenienze permette di sapere quando contestare un multa è un atto legittimo, tuttavia esistono anche altre casistiche da considerare. Per esempio, è possibile impugnare un verbale in caso di contravvenzione per l’utilizzo del telefono alla guida se la telefonata è stata realizzata per un’emergenza, in assenza di un’adeguata segnaletica stradale, oppure quando si riceve una sanzione destinata al precedente proprietario del veicolo.

Entro quando si può contestare una multa?


Prima di vedere come contestare una multa è necessario sapere quanto tempo si ha a disposizione per presentare il ricorso, infatti esistono dei limiti temporali previsti dalle norme di legge. Le tempistiche dipendono dalla modalità scelta per il ricorso, perciò bisogna prestare molta attenzione e conoscere dopo quanto si può contestare una multa in base alla procedura utilizza:

Entro 30 giorni se la contestazione avviene attraverso il giudice di pace;

Entro 60 giorni in caso di ricorso al prefetto.

Una volta trascorse queste tempistiche non è possibile impugnare il verbale della contravvenzione e bisogna pagare la sanzione. Si può contestare la multa dopo 90 giorni? Se è stata notificata entro i tempi certi non è consentito ricorrere, mentre è possibile richiedere l’annullamento se la multa viene notificata dopo 90 giorni, conteggiati a partire dalla data di ricevimento del verbale da parte dell’ufficio postale.

Come si contesta una multa


A questo punto vediamo come contestare una multa della polizia municipale, dei carabinieri, della polizia, della guardia di finanza o della polizia stradale se la violazione è avvenuta in autostrada. Innanzitutto, bisogna capire se si può contestare una multa o meno e se ne vale la pena. Non sempre, infatti, un errore procedurale permette di assicurare l’esito positivo del ricorso, in quanto uno sbaglio marginale potrebbe non essere sufficiente per l’annullamento della sanzione.

Inoltre, non basta sapere come impugnare una multa, ma è fondamentale evitare qualsiasi tipo di errore in caso di ricorso, ad esempio riportando informazioni sbagliate che comportano un vizio di forma o la mancanza di un documento.

Ad ogni modo, ecco cosa fare per contestare una multa:

Pagare il contributo (se richiesto);

Scaricare il modulo del ricorso online;

Compilare la richiesta di annullamento in tutte le sue parti;

Inviare l’originale del ricorso e due fotocopie;

Inviare l’atto contestato con due fotocopie (verbale o cartella esattoriale);

Allegare la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità (carta d’identità o passaporto);

Allegare le fotocopie di eventuali documenti aggiuntivi richiesti.


Dove contestare una multa


La procedura per il ricorso contro una contravvenzione ritenuta illegittima differisce in base alla modalità scelta per la contestazione, perciò è importante sapere dove si contesta una multa e cosa comporta ogni soluzione.

Giudice di pace: è richiesta la presenza del ricorrente durante l’udienza, con la possibilità di fare ricorso da soli o tramite un avvocato. Il giudice di pace può accogliere o rifiutare la contestazione, confermando o annullando le sanzioni. Se il ricorso non è accolto bisogna pagare la multa entro 30 giorni, oppure impugnare la sentenza dinanzi al tribunale;

Prefetto: in questo caso non bisogna essere presenti all’udienza ma è facoltativo, inoltre è possibile fare a meno di un legale. La sentenza del prefetto può arrivare entro 120 giorni, accogliendo il ricorso e decretando l’annullamento della multa, rifiutando la contestazione o riducendo l’importo della sanzione ammnistrativa. Se il ricorso non viene accolto bisogna pagare un importo doppio rispetto al valore della multa contestata, ma è possibile impugnare la sentenza dal giudice di pace entro 30 giorni;

Ente che ha notificato la violazione: se la multa è palesemente illegittima, ad esempio a causa di un errore grossolano, è possibile richiedere l’annullamento della contravvenzione in regime di autotutela alla società che ha notificato la multa.

Quanto costa contestare una multa?


Dopo aver capito come si fa ricorso per una multa vediamo infine quanto bisogna spendere per la contestazione della sanzione. Impugnare il verbale di una multa e richiederne l’annullamento è gratuito dal prefetto, infatti non bisogna pagare nulla ad eccezione del costo della raccomandata A/R, ma in alternativa è possibile inviare il ricorso tramite PEC (Posta Elettronica Certificata).

Se invece la contestazione avviene dal giudice di pace l’importo da pagare dipende da un costo fisso e uno variabile in base al valore della sanzione. In particolare, bisogna effettuare il pagamento della marca da bollo da 27 euro, oltre a versare il contributo unificato pari a 43 euro per le sanzioni fino a 1.100 euro, per un costo minimo complessivo di almeno 70 euro.

Per tutelarsi in caso di controversie, tra cui anche dei procedimenti per contravvenzione sorti in relazione a incidenti stradali, è possibile sottoscrivere una garanzia accessoria di tutela legale da aggiungere alla polizza RCA.

Si tratta di un'assicurazione molto utile per gli automobilisti, per ricevere assistenza giudiziale e stragiudiziale con la copertura dei costi legali fino al massimale previsto dalla polizza.

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